La cessione di quota sociale

Il deposito al Registro delle Imprese dell'atto di cessione delle quote di una società a responsabilità limitata, così come la sua cancellazione dal Registro delle Imprese, già di competenza esclusiva del notaio, è derogata anche agli iscritti negli  albi  dei  dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali (art. 31, comma 2-quater, legge 340/2000).

In effetti si tratta di un contratto standard le cui clausole sono generalmente uguali, salvo eventuali pattuizioni particolari o eventuali problematiche legate a specifiche condizioni giuridiche delle quote stesse o della società.

Sia il notaio che il commercialista hanno le uguali capacità e conoscenze tecnico-giuridiche per la risoluzione delle problematiche legate alla cessione della quota, che, “autenticata” dal notaio o “inviata dal commercialista”, ha lo stesso effetto giuridico.

Le differenze tra i due tipi di operazione sono:

- una di natura formale, ovvero il notaio sancisce con il suo sigillo l'autentica delle firme apposte dai contraenti sul contratto in forma cartacea verificandone personalmente l’identità delle parti, e l’atto resta ai suoi rogiti, mentre il commercialista provvede al solo invio telematico al Registro Imprese dell'atto, che viene prima sottoscritto in forma cartacea dai contraenti e depositato in forma cartacea presso la società, poi legalizzato dagli stessi con l'apposizione della firma elettronica e consegnato su supporto magnetico al commercialista. Pertanto dal notaio le parti devono intervenire personalmente (o con procura) alla sua presenza, mentre col commercialista le parti possono anche firmare digitalmente l'atto ognuno a casa propria depositando l’originale cartaceo presso la società;

- l'altra differenza è di natura economica in quanto tra la cessione di quote effettuata in forma notarile e quella inviata dal commercialista a vantaggio di quest’ultima operazione vi è sempre un differenza minima in detrazione di Euro 200/300.

 

 

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