L’iscrizione dell’ipoteca giudiziale a seguito dell’accordo di mediazione

L’istituto della mediazione di cui al D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, è un procedimento da intraprendere “per la  conciliazione  di una  controversia  civile   e   commerciale   vertente   su   diritti disponibili”.

Per le controversie aventi ad oggetto specifiche materie, tale procedimento è necessario e propedeutico al giudizio vero e proprio, come previsto all’art. 5 del detto D.Lgs. n. 28/2010, che, però, “non preclude le  negoziazioni  volontarie  e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali”. Per cui si può accedere alla mediazione per tutte le controversie civili e commerciali vertenti su diritti disponibili.

In merito ai profili legali e fiscali della mediazione abbiamo già spiegato in linea generale quali sono i suoi vantaggi (leggi qui).

 

Oggi, invece, ci soffermiamo sulla possibilità di poter iscrivere una ipoteca giudiziale esibendo al Conservatore dei RR.II. il solo accordo di mediazione, debitamente sottoscritto dagli avvocati, dalle parti e dal mediatore, e da nessun pubblico ufficiale o autorità giudiziaria.

L’art.  12 del D.Lgs. in questione, infatti, ci dice che “Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano  assistite  da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per  l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio,  l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare,  nonche'  per  l'iscrizione  di  ipoteca giudiziale. …..”.

In tutti i casi in cui l’oggetto di mediazione verte sui diritti reali, per effettuare la trascrizione nei Registri Immobiliari, ove previsto, l’art. 11, terzo comma pone l’obbligo che le sottoscrizioni delle parti della mediazione siano autenticate “…. da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato”. Pertanto la trascrizione potrà avvenire solo se l’accordo di mediazione è autenticato da un pubblico ufficiale o accertato giudizialmente stante il disposto dell’art. 2657 c.c.: “La trascrizione  non si puo' eseguire se non in forza  di  sentenza, di  atto  pubblico  o  di  scrittura   privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente”.. Sull’individuazione di chi sia il pubblico ufficiare autorizzato ci sarebbe da discutere, ma non in questa sede.

 

Nel caso, invece, dell’iscrizione dell’ipoteca giudiziale l’art. 12 del D.Lvo qualifica l’accordo di mediazione titolo esecutivo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale, equiparando gli effetti dell’accordo stesso ad un provvedimento giudiziale, ovvero ad un titolo riconosciuto idoneo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale. Pertanto l’iscrizione dell’ipoteca potrà avvenire depositando il solo accordo sottoscritto dalle parti e dagli avvocati per effetto dell’art. 2818 c.c.: “Ogni sentenza che porta condanna  al  pagamento  di  una  somma  o all'adempimento di altra  obbligazione  ovvero  al  risarcimento dei danni da liquidarsi successivamente e' titolo per  iscrivere  ipoteca sui beni del debitore. Lo stesso ha luogo per gli altri provvedimenti giudiziali ai quali la legge attribuisce tale effetto.”.

Appurato il principio giuridico dell’iscrizione nei Pubblici Registri dell’accordo di mediazione senza l’ausilio di pubblico ufficiale o autorità giudiziaria, passiamo ad una veloce valutazione della sua esenzione fiscale.

L’articolo 1, primo comma, del D.lvo 31 ottobre 1990 n. 347, stabilisce che “Le formalita' di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione eseguite nei pubblici registri immobiliari sono soggette alla imposta ipotecaria secondo le disposizioni del presente testo unico e della allegata tariffa“, pertanto l’ipoteca giudiziale è assoggettata al pagamento dell’imposta ipotecaria pari al 2% del valore dell’ipoteca.

Nel caso in oggetto, invece, l’art. 17 del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, indica, al comma 2, che “Tutti  gli  atti,  documenti  e   provvedimenti   relativi   al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta  di  bollo  e  da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.” Sono, pertanto, dovute le sole imposte di registro per la parte eccedente il valore di Euro 50.000,00, come recita il comma 3 “Il verbale di accordo e' esente dall'imposta di  registro  entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti  l'imposta  e'  dovuta per la parte eccedente.”.

Concludiamo rappresentando la differenza economica di un atto avente ad oggetto l’obbligo al pagamento della somma di Euro 30.000,00 (p.e. riconoscimento di debito) tramite notaio o sentenza, rispetto all’accordo di mediazione. Per i primi due casi (notaio o sentenza) vi sono da corrispondere le imposte di registro (3% o 1% dipende dall’Agenzia delle Entrate competente !!!). Se si tratta di atto notarile vi sono da versare al notaio i bolli, compensi e cassa, oltre le altre spese, ammontanti a circa Euro 1.500,00/1.700,00. Se si tratta di sentenza, vi sono le spese di giustizia (contributo unificato ecc) e i compensi degli avvocati. Per la conseguenziale iscrizione dell’ipoteca, diciamo di Euro 40.000,00, si dovranno pagare le correlative imposte ammontanti ad oltre Euro 800,00, oltre l’imposta di registro se l’ipoteca è acconsentita con l’atto notarile.

Pertanto, atto notarile o sentenza, la spesa non risulterà inferiore ad Euro 3.500,00/4.000,00.

In caso di accordo di mediazione, invece, le spese di mediazione non supereranno Euro 600,00 per ciascuna parte (dei quali Euro 500,00 detraibili integralmente ai fini dei redditi tramite credito di imposta), oltre le spese degli avvocati (che non faranno una causa ma un mero accordo).

 

Sinergie-av